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L’averroismo in età moderna (1400-1700)

LicataL’indagine peculiare degli storici della filosofia si concentra anche sui percorsi e sulle influenze che sono alla base di una teoria o dottrina filosofica.Tentare di delineare, come si fa in nel testo L’averroismo in età moderna (1400-1700) a cura di Giovanni Licata (Quodlibet, 2013), l’influenza che le opere e il lavoro intellettuale di Averroè, insieme alla conseguente tradizione averroista, hanno avuto sul pensiero di Baruch Spinoza, è un compito arduo e spesso intrecciato ad indagini filologiche e biografiche di personaggi “sotterranei” e per lo più sconosciuti.

Il testo contiene sette saggi molto eterogenei che si collegano in modo naturale, permettendo al lettore e allo studioso di iniziare a seguire i fili dell’averroismo nella storia della filosofia moderna. L’indagine, in verità, lascia un po’ sullo sfondo la questione dell’influenza diretta su Spinoza, concentrandosi sulla tradizione averroista ebraica, latina ed araba. Questa giusta scelta metodologica serve ad imbastire la ricerca, senza lasciare nulla al caso e senza dare nulla per scontato. Perché l’indagine degli storici della filosofia, soprattutto in indagini complesse come queste, è sottoposta ad una innumerevole quantità di informazioni da controllare, verificare e spesso scovare tra le righe di un libro (come ci ha insegnato Leo Strauss).

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Sulla genesi degli Opera Posthuma

Omero Proietti – Giovanni Licata, Il carteggio Van Gent-Tschirnhaus (1679-1690). Storia, cronistoria, contesto dell’ editio posthuma spinoziana, EUM – Spinozana,Macerata, 2013, pp. 632, euro 34.

proietti

Con il volume di Omero Proietti e Giovanni Licata sul carteggio fra Van Gent (copista ed editore di OP) ed il filosofo e matematico tedesco Tschirnhaus, il quale possedeva un manoscritto dell’Ethica, copiato da Van Gent stesso e ritrovato nel 2011 negli archivi vaticani (argomento del quale ci eravamo già interessati, riproponendo questo articolo di Pina Totaro), appare più chiaro l’intenso lavoro che ha portato alla pubblicazione nel 1677, in forma anonima, degli Opera Posthuma (OP) di Spinoza (ripubblicata recentemente in riproduzione fotografica).

Nel volume pubblicato dalle EUM nella collana Spinozana, diretta da Filippo Mignini, i due autori tracciano un lungo e ricco profilo biografico e intellettuale della figura di Van Gent, con acquisizioni inedite. Grazie a questa impegnativa opera, Proietti e Licata permettono di delineare ancora di più il legame fra Spinoza e Van Gent, e di come Van Gent sia stato uno degli animatori di quella cerchia intellettuale che ruotava attorno a Spinoza. Inoltre, attraverso un’erudita analisi filologica del carteggio con Tschirnhaus, gli autori dimostrano come Van Gent sia intervenuto in maniera latente nella redazione del latino di OP. Grazie infatti all’analisi del latino di Van Gent è possibile dimostrare la sua presenza sia nella prefazione – il cui autore principale resta comunque Meijer –, sia nelle lettere contrassegnate dalla dicitura Versio – cioè nelle lettere originariamente scritte in olandese e poi tradotte in latino. In queste pagine, infatti, si può intravedere in penombra la sua mano di copista e di redattore.

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