L’individuo in Severino conteso tra verità ed errore

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«L’uomo è l’eterna apparizione della verità dell’essere». Con questa sentenza suggestiva e al tempo stesso enigmatica, tratta da uno dei suoi testi più celebri (Essenza del nichilismo), annunciamo che il ritiro di quest’anno, che si terrà a Nocera Umbra dal 12 al 14 ottobre, sarà incentrato sulla dottrina dell’individuo in Emanuele Severino. In questo modo vogliamo proseguire la riflessione sul tema oggetto del call for paper, focalizzandoci sul pensiero di un filosofo che da sempre costituisce un riferimento imprescindibile della nostra associazione. Il ritiro ha lo scopo di evidenziare e di sottoporre a critica i nuclei teoretici che conducono Severino a formulare una visione particolarmente eccentrica nella tradizione filosofica occidentale riguardo alla questione dell’individuo, senza dimenticare che alla sentenza sopra richiamata sono da aggiungere quelle sulle contraddizioni della verità eterna e l’alienazione metafisica circa il senso dell’uomo.

 

Programma
venerdì 12 ottobre
17 – 19,30 arrivo e sistemazione dei partecipanti
20 cena
21 – 22 presentazione del ritiro

sabato 13 ottobre
9 – 10,30 Principio di non contraddizione e principio di identità: loro significato per il costituirsi (o non costituirsi) della nozione di individuo
10,30  coffee break
11 – 12,30 discussione
13 – pranzo
15,30 – 17 Terra, essenza dell’uomo, isolamento: l’individuo nello sviluppo delle tre alienazioni e nella distinzione tra apparire trascendentale e apparire empirico
17   coffee break
17,30 – 19,00 discussione
20 cena

domenica 14 ottobre
9 – 10,30 Io individuale e Io del Destino nella necessaria destinazione alla Gloria
10,30  coffee break
11 – 12,30 discussione
12,30  conclusione
13 pranzo

Testi di riferimento
Emanuele Severino, Essenza del nichilismo, Adelphi, Milano, 1995
Emanuele Severino, La gloria (capp.1-6) Adelphi, Milano, 2001
Emanuele Severino, Lezioni veneziane. L’identità della follia, Rizzoli, Milano, 2007
Emanuele Severino, Lezioni veneziane. L’identità del destino, Rizzoli, Milano, 2009

Info sul Ritiro
Il Ritiro Filosofico è un’esperienza prettamente residenziale che si svolgerà presso la Domus Ecclesiae (ex Seminario Vescovile) di Nocera Umbra. La struttura, situata in pieno centro storico sul colle che domina la sottostante vallata, costituisce un luogo ideale per la riflessione. Essa offre camere doppie con bagno in camera, saloni per incontri, un’ampia sala da pranzo e parcheggio interno per gli ospiti. Al termine del ritiro verrà rilasciato un attestato di partecipazione.

Il costo della partecipazione al Ritiro (pasti e pernottamento, secondo il programma pubblicato) è il seguente:
– in camera doppia: euro 120,00 a persona
– in camera singola: euro 140,00 a persona

Per prenotare, potete compilare il modulo d’iscrizione che trovate qui sotto, versando una quota di 40 euro. Il pagamento può essere effettuato tramite bonifico bancario sul conto corrente presso Unicredit di Roma (Viale Giulio Cesare 54) intestato all’ Associazione Ritiri Filosofici (IBAN IT18G0200805340000103872770). Oppure attraverso PayPal, utilizzando il bottone qui sotto.




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L’argomento sarà svolto con la metodologia originaria (e questo anche in omaggio al decennale della nostra nascita che celebriamo quest’anno): dopo che un nostro coordinatore avrà introdotto, letto e commentato alcuni testi scelti, seguirà la discussione e il confronto tra i partecipanti. L’obiettivo è quello di affrontare nella maniera più approfondita possibile il pensiero dell’autore e di rintracciare i luoghi in cui il tema appare nelle sue opere. A questo proposito il ritiro cercherà anche di stabilire legami, connessioni e affinità di Severino con il pensiero di altri autori nella convinzione che in filosofia non esistono fiori nel deserto e che ciascuno può pretendere di dire e vedere qualcosa di significativo una volta seduto sulle solide spalle dei giganti.
Il ritiro è aperto sia a specialisti e universitari che vogliano fornire i loro contributi (tali da confermare o contraddire quelli da noi proposti), sia a neofiti o appassionati di vario genere che intendano, nel caso in esame, familiarizzare con il lessico e il pensiero di uno dei filosofi contemporanei più importanti. Per entrambe le tipologie di studiosi assicuriamo una partecipazione interessante e proficua e questa garanzia, come possono confermare tutti coloro che durante gli anni hanno partecipato ai nostri ritiri, è unita alla nostra consapevolezza di offrire, insieme alla ricerca filosofica, un’esperienza di amicizia e di vita buona in uno dei centri storici più belli e meno conosciuti del centro Italia.

Nella prefazione agli atti di un convegno tenutosi in ambito accademico sul pensiero di Emanuele Severino sono stati elencati cinque motivi per avvicinarsi ad esso. Quella di Severino è una filosofia prima di tutto esigente, con la conseguenza che essa è difficile e lontana dal senso comune. Nonostante si tratti di una filosofia che afferma senza remore la grandezza della filosofia (terzo motivo), essa non è rassicurante in quanto sembra escludere la dimensione esistenziale e pratica della vita umana. Quinto ed ultimo motivo, si tratta di una filosofia immodesta, in quanto dichiara di avere a che fare con la verità ed il suo opposto, che da sempre domina l’Occidente.
Noi, che non siamo un’associazione accademica, facciamo nostri i motivi, le preoccupazioni e le avvertenze sopra ricordate aggiungendone un’altra di tipo per così dire biografico: quella di Severino infatti è la filosofia nella quale, fin dai tempi degli studi liceali, siano nati e cresciuti e che ha costituito la porta d’ingresso al nostro pensare. Così è stato anche per Ritiri Filosofici che proprio dieci anni fa iniziava la sua attività con un ritiro sull’Identità della Follia. Per tutto ciò abbiamo deciso quest’anno di affrontare nuovamente questo sistema di pensiero nello spirito non solo dell’autore (che si preoccupa continuamente e giustamente di ricordare che le sue non sono e non devono rimanere enunciazioni dogmatiche) ma di ogni altro filosofo che voglia dirsi tale: dichiarare le tesi, illustrarne i fondamenti ed esibire le argomentazioni su cui si sostengono. In ciò consiste il metodo del ritiro che dunque non si svolgerà attraverso lezioni magistrali ma con introduzioni guidate che avranno il compito di illustrare i principi fondamentali dell’autore a cui seguirà la discussione tra i partecipanti secondo il programma sotto illustrato.

1 Comment

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Buongiorno, sono un vecchio allievo di Severino. Scrivo non per il tema, che tuttavia è estremamente importante e per la cui scelta esprimo tutta la mia approvazione, ma per un passaggio del testo, di cui vorrei rilevare la problematicità: “…nella convinzione che in filosofia non esistono fiori nel deserto…”. Eppure dovremmo tener conto che proprio Severino parla di deserto dell’errore, cui egli ascrive anche la filosofia. Certo non intende cancellare la filosofia storica o negarne il significato e la rilevanza; ma appunto si tratta della rilevanza dell’errore. E’ impossibile prescinderne, ma essa non contiene -secondo il nostro- la verità ma la sua alienazione. Così, occupandoci di quel che dice Severino, è necessario tener presente che il tema dell’essenza dell’uomo finisce per incontrare e vedere questo deserto, che la verità guarda senza appartenervi. Un cordiale saluto e augurio di buon lavoro

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