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Fisica, physìs e filosofia

Carlo Rovelli
Sette brevi lezioni di fisica
Adelphi, 2014, pp. 88

 

Perché un sito di filosofia dovrebbe parlare di un testo nel quale un famoso fisico, Carlo Rovelli, ci racconta in modo breve, conciso e divulgativo, cosa è accaduto nella fisica del XIX e XX secolo? La risposta è semplice: la fisica e la filosofia sono sempre andati a braccetto, hanno sempre vissuto vicino, fino a coincidere in alcuni momenti. Anzi, la filosofia si è presentata – nella madre patria Grecia – prima come una scienza della Physìs e poi come il tentativo di oltrepassare quella scienza, attraverso la meta-fisica.
Fin qui siamo stati scolastici, quasi liceali.

Anche il libricino di Rovelli ha il pregio di essere scolastico, perché ha la capacità di presentare cose difficili per chi non è avvezzo alla fisica, in modo chiaro e fruibile attraverso diversi piani di profondità: si può insomma leggere lo stesso capitolo con concentrazione diversa.

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Un tentativo di colmare l’abisso

CeronettiSabato 8 novembre 2014, al Museo San Francesco di Nocera Umbra, verrà presentato il volume — curato dal nostro Giovanni  Marinangeli — contenente l’epistolario fra Guido Ceronetti e Sergio Quinzio (Un tentativo di colmare l’abisso. Lettere 1968 – 1996, a cura di Giovanni Marinangeli, Adelphi, 2014, p. 444). Alla presentazione interverranno, oltre al curatore dell’opera, Roberto Lazzerini, Anna Giannatiempo Quinzio, Mariano Borgognoni.

Arte versus Religio. Ma anche Atene contro Gerusalemme. (Sola) Scriptura contro scrittura. Di certo la sensazione netta di essere di fronte a due diatribisti medievali, piuttosto che a due intellettuali, pur tra i più atipici e originali del novecento culturale italiano. Guido Ceronetti e Sergio Quinzio, due padri adelphiani della prima ora, che la casa editrice milanese celebra pubblicandone il quasi trentennale carteggio. Due testimoni lucidi, per certi versi spietati, più ospiti che protagonisti del secolo nel quale hanno inscritto le matrici della loro opera, e  il cantus firmus della loro inossidabile amicizia. Un’amicizia circoscritta in un triangolo spazio-temporale ben definito: Alassio, Torino, il 1927, anno della comune epifania. Due vite segnate dalla abissale contaminazione col Sacro e con la parola, da quella poetica a quella scritturale, che l’epistolario restituisce in una policromia di sfumature e di rimandi serrati, nel quale il lettore (sempre impudico nel caso di una privata corrispondenza) si trova vorticosamente ad oscillare, lettera dopo lettera. Due fedi assolute, infrangibili, reciprocamente irriducibili: da un lato quella, teologicamente “scandalosa”, paolina di Sergio Quinzio nella resurrezione della carne, nella consolazione finale; dall’altro quella filosoficamente tenace di Guido Ceronetti nel potere salvifico della gnosi. Due Weltanschauung diverse e opposte, che non avrebbero potuto essere sostenute con migliore forza retorica e con maggiore rigore morale, nelle quasi trecento missive del carteggio: pagine in cui non mancano anche i segni, talvolta le stimmate, di una straordinaria cifra umana.

Imparare a morire per imparare a vivere

CuriAndrea Muraro ha scritto per Ritiri Filosofici una bella recensione del libro di Umberto Curi Via di qua. Imparare a morire (Bollati Boringhieri, 2011).

«Lo spirito occidentale ha un baco millenario, che risiede nel suo rifiuto della morte. Come se risiedesse al di fuori di ciascun essere vivente che respira su questo mondo, essa si aggira nelle cattedrali dello spirito, abbandonate e lasciate degradare e crollare in nome dell’esaltazione assoluta alla vita, dell’eliminazione di qualsivoglia mistero, della vittoria incontrovertibile della Verità e della Conoscenza.

Ci vuole del coraggio a voler fare della morte un mattone della propria esistenza, un punto fermo quotidiano, come se non si potesse farne a meno. E proprio in questo Umberto Curi si mostra degno combattente, armato della sua carica filosofica ed esistenziale; illustratore e narratore più che mai del demone pestilenziale, questo mysterium tremendum che ognuno rifiuta. Quasi si potesse riuscirci.

Dopo Meglio non essere nati. La condizione umana tra Eschilo e Nietzsche, il filosofo torna sul tema della morte  con Via di qua. Imparare a morire, testo forse più profondo e, a parere di chi scrive, più vissuto dall’autore. Sembra infatti, a prima impressione, che Curi trascriva proprie convinzioni prima che una accurata ricerca di fonti e avventure dalla mitologia greca a Derrida. E il lavoro sembra quindi più semplice nella lettura, così come lo sarà stato nella stesura. Via di qua è la citazione principe del testo, mutuata da Kafka, La partenza: si tratta di una affermazione ambigua, per chi chiede dove si abbia intenzione di andare, ma che in realtà è ben chiara nel protagonista (e indirettamente in tutti gli uomini). Essa indica chiaramente che un punto di partenza chiaro ed inequivocabile non sempre corrisponde ad un altrettanto conspevole punto di arrivo: l’esistenza più che mai si configura allora come una semiretta disegnata alla lavagna, con dei trattini ad indicare il limite che non si conoscea di cui si intuisce il prosieguo. Via di qua è espressione che lascia aporeticamente aperte domande, irricevibili per chi pretende di arrivare ad una conocenza ottimistica e globale: “se si tratta della sua propria morte, egli [l’uomo] tende ad ignorarla totalmente, annullandone il significato” (p. 16)».

Qui il testo integrale.

Emanuele Severino e La Gloria al festival filosofia 2014

Pubblichiamo la trascrizione integrale dell’intervento di Emanuele Severino sul tema della Gloria tenuto sabato 13 settembre nella Piazza Grande di Modena nell’ambito del festival filosofia 2014 . Come già riportato qui, RF aveva quest’anno l’accredito stampa.

 

Emanuele Severino al festivalfilosofia 2014. La foto è tratta dal profilo facebook del festival.

Emanuele Severino al festivalfilosofia 2014. La foto è tratta dal profilo facebook del festival.

 

Mi viene voglia di chiedere scusa, per un tema che sembra così lontano dai nostri problemi immediati. Ed oggi, visto che si parla di crisi economica, il problema è determinato soprattutto dalla situazione economica del nostro paese, dell’Europa ed in qualche modo del pianeta. Però quando si ha preoccupazione di risolvere il problema economico, questa preoccupazione riguarda la nostra volontà di sopravvivere. E sopravvivere significa vincere la morte. Qualunque cosa noi facciamo – lasciando ai filosofi le elucubrazioni strane sulla Gloria – per risolvere i nostri problemi ci occupiamo sempre di questo tema, di questa ombra che riguarda di tutti; cioè la volontà di allontanare la morte, di sopravvivere nel modo migliore, il che equivale ad arrivare nel modo migliore – se ci si deve arrivare – alla morte.
La parola Gloria indica appunto la volontà di sopravvivenza.

Avevo occasione di dire in un’intervista che mi è stata fatta in questa circostanza, che tutti i significati della parola Gloria sono riconducibili a questo fondamentale che abbiamo indicato. Si parla di Gloria come celebrità, si arriva a parlare di vanagloria, si declina in tutti i modi del nostro vivere quotidiano questa parola, ma in ogni declinazione l’intento è quello di perdurare il più possibile nella visibilità. Il perdurare, daccapo, che cosa significa? Significa l’allontanare il più possibile il momento della morte. Nella parola Gloria risuona la parola klamo; infatti noi diciamo “acclamare”. Anche la parola greca kleos vuol dire “chi sta in una situazione di visibilità perdurante, che ha preso le distanze il più possibile dal momento della morte”.

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Il programma di Ritiri Filosofici per il 2015

XII Ritiro Filosofico (24 – 26 aprile 2015)

La dottrina degli affetti nell’Etica di Spinoza

Che cosa sono i desideri, gli affetti, le passioni umane? Quale ruolo svolgono nella vita di ogni giorno? Oggi è di moda parlare di emozioni: la pubblicità, la politica e le religioni ne fanno l’ingranaggio essenziale per la determinazione del consenso. Spinoza ne ha fatto il motivo centrale della sua filosofia: elaborare un alfabeto delle passioni affinché, una volta conosciute, siano poste al servizio di una vita autenticamente umana. In questo ritiro si mostrerà  se e come sia possibile tradurre le passioni in affetti, ossia far sì che un homo patiens diventi un homo agens. Una prospettiva, quella spinoziana, gravida di conseguenze, sia per la psicanalisi di matrice freudiana sia per le nuove teorie della psicobiologia, cui si farà riferimento nell’ultima parte di questo ritiro.

Relatori: Federica De Felice, Pierluigi Graziani
Direzione scientifica: Federica De Felice
Durata: tre sessioni

 


 

XIII Ritiro filosofico (25 – 27 settembre 2015)

Rivelazione, conoscenza di Dio e tolleranza religiosa.

In un’epoca che presenta il forte ritorno della religione sulla scena pubblica, il ritiro cercherà di indagare alcuni sistemi di pensiero che hanno fornito all’Occidente le categorie fondamentali per la conoscenza di Dio. Gli interventi e i dibattiti si concentreranno sulle posizioni opposte rappresentate rispettivamente da Tommaso d’Aquino, che insegna un Dio che si rivela all’uomo, e da Baruch Spinoza il quale presenta il divino come inerente alla conoscenza umana. Il ritiro proporrà altresì la lettura di un testo esemplare sul modo in cui i teologi, in un determinato periodo storico, hanno fatto uso del concetto di Dio.

Relatori: Filippo Mignini, Marco Segala
Direzione scientifica: Maurizio Morini
Durata: quattro sessioni

 

Festival filosofia 2014

Le foto sono tratte dal profilo facebook del festivalfilosofia.

Le foto sono tratte dal profilo facebook del festivalfilosofia.

Come di consueto, nel secondo fine settimana di settembre, Modena, Carpi e Sassuolo diventano le capitali della Filosofia. Anche quest’anno, infatti, si è svolto il tradizionale festivalfilosofia, centrato sul tema della gloria. Una tre giorni ricchissima e soprattutto inaspettata. Il sole e le temperature tardo estive hanno accompagnato più di duecento incontri nelle piazze delle tre città, invase da un popolo silenzioso e discreto, come quello amante della filosofia.
Per l’edizione 2014 RF era accreditata come stampa al festivalfilosofia. Di seguito riportiamo brevemente solo due (per motivi di lunghezza) delle lezioni cui abbiamo assistito e di alcune attività collaterali che hanno animato le città emiliane durante i tre giorni del festival.

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XI Ritiro Filosofico

RF11-Domus SeminarioSi è concluso domenica 7 settembre 2014 l’XI Ritiro Filosofico, svoltosi come di consueto al Domus Seminario di Nocera Umbra (PG). I tre giorni sono stati impegnati da un’analisi organica dell’opera centrale di Arthur Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione.

L’opera, suddivisa in due volumi, è stata esaminata in modo consequenziale, a partire dalla prima sessione di lavoro, grazie alla relazione di Maurizio Morini  il quale ha analizzato prima la teoria della conoscenza  che è alla base di tutta la riflessione ontologica e metafisica di Schopenhauer, poi la divisione fondamentale tra intelletto e ragione con la dottrina dell’intuizione intellettuale e infine la presentazione del “bisogno metafisico dell’uomo” che sottende un’ ontologia ben precisa e quindi una divisione chiara fra filosofia e religione, da una parte, e fra ambito scientifico ed ambito filosofico dall’altra. Il dibattito seguente alla relazione, svolto nella consueta forma di Ritiri Filosofici (ovvero non come semplice botta e risposta con il relatore, ma in forma di simposio fra tutti i partecipanti) ha permesso di sottolineare le differenze sostanziali fra la teoria della conoscenza kantiana e quella di Schopenhauer.

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RF11

Programma dell'XI Ritiro Filosofico

Programma dell’XI Ritiro Filosofico

L’averroismo in età moderna (1400-1700)

LicataL’indagine peculiare degli storici della filosofia si concentra anche sui percorsi e sulle influenze che sono alla base di una teoria o dottrina filosofica.Tentare di delineare, come si fa in nel testo L’averroismo in età moderna (1400-1700) a cura di Giovanni Licata (Quodlibet, 2013), l’influenza che le opere e il lavoro intellettuale di Averroè, insieme alla conseguente tradizione averroista, hanno avuto sul pensiero di Baruch Spinoza, è un compito arduo e spesso intrecciato ad indagini filologiche e biografiche di personaggi “sotterranei” e per lo più sconosciuti.

Il testo contiene sette saggi molto eterogenei che si collegano in modo naturale, permettendo al lettore e allo studioso di iniziare a seguire i fili dell’averroismo nella storia della filosofia moderna. L’indagine, in verità, lascia un po’ sullo sfondo la questione dell’influenza diretta su Spinoza, concentrandosi sulla tradizione averroista ebraica, latina ed araba. Questa giusta scelta metodologica serve ad imbastire la ricerca, senza lasciare nulla al caso e senza dare nulla per scontato. Perché l’indagine degli storici della filosofia, soprattutto in indagini complesse come queste, è sottoposta ad una innumerevole quantità di informazioni da controllare, verificare e spesso scovare tra le righe di un libro (come ci ha insegnato Leo Strauss).

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L’ultima confessione

ultima-confessione1Morris West (Melbourne, 1916 – Sydney, 1999), noto scrittore australiano, famoso soprattutto nel mondo anglosassone, una vita travagliata, al confine fra il Cristianesimo e la critica sferzante alla Chiesa, è morto nel 1999 sulla sua scrivania, appena dopo aver trascritto un passo del personaggio Gallo nel De monade di Giordano Bruno.

Il passo recita:

Ho lottato, e molto: credetti poter vincere, e la sorte e la natura repressero lo studio e gli sforzi. Ma qualche cosa è già l’essere stato in campo, giacché vincere vedo che è nelle mani del fato. Ma fu in me quel che poteva, e che nessuna delle generazioni future mi negherà, qual che un vincitore poteva metterci di suo: non aver temuto la morte, non aver ceduto con fermo viso a nessun simile, aver preposta una morte animosa a una vita imbelle.

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Programma dell’XI RF

Arthur«La filosofia di Arthur SchopenhauerIl Mondo come volontà e rappresentazione» sarà il tema dell’ XI Ritiro Filosofico, che si terrà a Nocera Umbra dal 5 al 7 settembre 2014, sotto la direzione di Maurizio Morini e Marco Segala.

Nella pagina dedicata è già possibile leggere e scaricare il programma completo. (Nella foto: ex libris che Schopenhauer applicava nella parte interna della prima pagina di copertina dei testi della sua biblioteca privata).

La decadenza della legge

1.— La legge. 2. I valori. 3. Una definizione. 4.— Altri universi. 4.1. Le fonti del diritto: validità vs effettività. 4.2. La certezza del diritto: i singoli e i molti. 5. La necessità della decadenza. 6. Una conclusione.

1. La legge.

Grundnorm

Grundnorm

In ambito giuridico, l’epoca moderna si è fondata sull’idea di fattispecie come strumento di previsione di eventi futuri incerti dai quali vien fatta scaturire una conseguenza giuridica. Al momento del suo massimo splendore la fattispecie consentiva di regolare more geometrico i rapporti tra gli uomini, arginando l’imprevedibilità del continuo divenire in cui è immersa l’esperienza umana.

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Anno giubilare per il “divino” Cusano

Niccolò Cusano

Niccolò Cusano

Il 10 agosto 1464 moriva a Todi il cardinale Niccolò Cusano, lasciando in eredità una discreta somma di denaro alla sorella Clara e soprattutto all’Opera caritatevole che reggeva l’Ospedale da lui fondato a Kues, sua città natale. Annessi agli edifici dedicati alla cura degli anziani, il Cardinale fece costruire – forse secondo i progetti architettonici dell’amico Leon Battista Alberti – una cappella e una piccola biblioteca, dove vennero raccolti i manoscritti che il cardinale acquistò nella sua vita, i suoi strumenti astronomici e le sue lettere. La suddetta eredità pecuniaria di Cusano e il dinamismo del suo ex-segretario Pietro di Erkelenz permisero all’Ospedale di continuare le proprie attività negli anni a venire e così di conservare in buono stato anche la cappella e la biblioteca. Molto presto, queste sarebbero diventate meta ambita di studiosi e filologi interessati alla ricostruzione del pensiero del cardinale di Kues e alla lettura dei preziosi manoscritti trecenteschi e quattrocenteschi che ivi erano conservati. Tra di essi, ad esempio, spiccano le Opere e i Sermoni di Meister Eckhart, ma anche importanti codici con le traduzioni latine di Proclo e di Dionigi  ad opera di Ambrogio Traversari.

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RF11 is coming…

Il ritiro estivo di quest’anno, che si svolgerà il 5, 6 e 7 settembre 2014 a Nocera Umbra, avrà ad oggetto Il Mondo come volontà e rappresentazione di Arthur Schopenhauer. Il Ritiro sarà condotto da Maurizio Morini, attualmente impegnato all’Università di Mainz in un lavoro di ricerca sul testo del filosofo tedesco e da Marco Segala, professore di storia della filosofia all’Università dell’Aquila e chercheur associé al Centre Alexandre Koyré del Centre Nationale de la Recherche Scientifique (Parigi).

Nella pagina dedicata potete trovare tutti i dettagli, che sono in continuo aggiornamento.

Come al solito, dunque, restate sintonizzati!

Il taccuino di Bento

John Berger, Il taccuino di Bento,
Neri Pozza – Narrativa,
pp. 174 – euro 20 (trad. it. Maria Nadotti).

L’ultimo libro edito in Italia di John Berger — famoso nel mondo sotto varie forme, come narratore, sceneggiatore cinematografico e teatrale, ma soprattutto come critico e giornalista d’arte —, dall’intrigante titolo Il taccuino di Bento (in inglese: Bento’s Sketchbook), ci segnala come la figura di Baruch, o Bento, Spinoza sia al centro dell’interesse di persone che non si definiscono certo filosofi.

Il taccuino di Bento è l’emblema di questo accostamento fra spiriti sensibili e la filosofia — a volte definita gelida e glaciale — di Spinoza.
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