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Come si devono interpretare le Sacre Scritture?

Pubblichiamo un paper di una giovane laureata in Filosofia all’Università di Chieti-Pescara, nel quale viene presa in esame una questione particolarmente delicata nel XVII secolo, quella relativa al metodo di interpretazione della Bibbia. Su questo tema non mancavano opinioni discordanti anche all’interno dei medesimi circoli intellettuali, come dimostra la divergenza tra Spinoza ed il suo migliore collaboratore ed amico, Lodewijk Meyer. Se quest’ultimo sosteneva che fosse la filosofia a dover spiegare le oscurità dei libri sacri, il primo non rinunciava al principio secondo il quale la Scrittura si spiega soltanto con la Scrittura.

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Un noto Anonimo: Reimarus

Hermann Samuel Reimarus (1694-1798), filologo ed orientalista tedesco del ‘700, fu l’autore dell’ Apologie oder Schutzschrift für die vernünftigen Verehrer Gottes (Apologia ovvero difesa degli  adoratori razionali di Dio), opera essenziale dell’Aufklärung deista, dedicata all’esame e alla critica della religione cristiana nella sua formulazione storica. Alcuni frammenti dello scritto reimariano vennero pubblicati anonimamente da Gotthold Ephraim Lessing tra il 1774 e il 1778. Reimarus fece circolare diverse copie del manoscritto per via clandestina, certo del fatto che la pubblicazione del proprio lavoro avrebbe sicuramente scatenato la reazione dei teologi. Da accorto intellettuale pre-moderno, Reimarus riteneva che un certo tipo di verità non dovessero passare pubblicamente. Occorreva che esse restassero il contenuto di un insegnamento segreto ed elitario, rivolto a una ristretta cerchia di potenziali filosofi. È per questa ragione che il Reimarus pubblico, docente di lingue orientali ad Amburgo, sostenne un moderato razionalismo di ispirazione wolffiana. Fu Lessing – in quegli anni direttore della Biblioteca Augusta di Wolfenbüttel – a rendere pubblici alcuni estratti dall’Apologie nella rivista letteraria Beyträge zur Geschichte und Litteratur. Sette frammenti, in totale: il primo, Von Duldung der Deisten (Della tolleranza verso i deisti), del 1774. I cinque frammenti successivi vengono pubblicati nell’anno 1777 : II. Della denigrazione della ragione dai pulpiti; III. Impossibilità di una rivelazione che tutti gli uomini possano credere in una forma stabilita; IV. Il passaggio degli Israeliti attraverso il Mar Rosso; V. Che i libri dell’Antico Testamento non sono stati scritti allo scopo di rivelare una religione; VI. La storia della risurrezione. Il settimo Frammento, Sullo scopo di Gesù e dei suoi discepoli, è stato pubblicato nel 1778, e ha segnato la nascita dell’analisi storica della figura di Gesù. La diffusione dei frammenti influenzò profondamente il dibattito teologico-filosofico tedesco, nonostante l’identità dell’Anonimo restasse ancora celata. L’attribuzione ufficiale dell’Apologie a Reimarus fu resa possibile soltanto nel 1814, quando il figlio depositò il manoscritto originale del padre nella biblioteca di Amburgo. La prima edizione critica dell’Apologie, a cura di Gerhard Alexander, è stata data alle stampe soltanto nel 1972 (Insel Verlag, Frankfurt am Main). In lingua italiana disponiamo al momento della raccolta dei sette frammenti, curata da Fausto Parente, e pubblicata da Biblipolis nel 1977 (I Frammenti dell’Anonimo di Wolfenbüttel pubblicati da G. E. Lessing).

RF Edizioni pubblica ora gli studi condotti da Francesco Testa su Reimarus.

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