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Pasano, 4-5 dicembre 2010.

Ecco un sintetico memorandum di quanto detto durante l’ultimo incontro, arricchito da alcuni contenuti extra.




4 dicembre 2010
Sessione aperta alle 17,45.
Partecipano: MM, LM, MG, GM, ML, SM, AC.
Introduzione di MM sulla storia di Pasano e sui suoi componenti.
MM
La fede nel divenire è la follia per Severino. Spinoza costruisce il sistema più eccentrico rispetto all’eterno. Spinoza, a differenza di altri grandi pensatori, non ha avuto una sua scuola. I massimi pensatori del divenire sono stati, nel XIX secolo, Hegel e Marx. A proposito di Hegel, secondo Schopenauer, l’hegelismo è una lanterna magica di allucinazioni. Il divenire è l’avanzata e lo scomparire degli eterni. La testimonianza del destino è la filosofia futura.
Dice Severino che bisogna andare oltre il il linguaggio perché la filosofia non ha sviluppato un linguaggio tale da cogliere la verità; allo stesso tempo, però, afferma che il linguaggio proviene dalla semina della filosofia e nell’ambito del quale tutte le altre tecniche si muovono. Qui si individua una contraddizione, a meno di non voler cogliere una sostanziale fine della filosofia. Ne discende che il linguaggio non può esprimere la verità.
GM
L’ episteme di Severino, se assunto come fondamento della conoscenza, spazzerebbe via ogni altra filosofia. Il fatto che questa verità non sia dicibile non implica che essa non sia fondata. Il problema è che viviamo in un mondo strutturato sul postulato del divenire.
LM
La mente è eterna perché concepisce le cose sub specie aeternitatis. Vive eterno colui che vive nel presente: è affermazione fondamentale perché dimostra…
MM
La percezione della propria eternità è concetto rivoluzionario. Severino esprime con formule lucenti concetti che si trovano già in altri autori (vedi il castello di Diderot). Concetti già presenti sono stati espressi con formule elementari, in cui il linguaggio ha la responsabilità di semplificazioni che mantengono in piedi l’alienazione del divenire.
GM
Severino in molti suoi libri si dilunga, in maniera apparentemente contraddittoria rispetto al suo pensiero, in analisi di tipo storicistico o sociologico, a mio avviso solo al fine di evidenziare, rinnovandola senza sosta, la struttura originaria della Verità, che reclama per ogni forma di espressione del divenire la sua inessenzialità. Sorgono e tramontano, o sono des-tinate a farlo, quasi in un passaggio di testimone, le varie modalità in cui la Follia si è incarnata, Cristianesimo, Comunismo, Capitalismo, civiltà della Tecnica. Nel mostrarne, anche dettagliatamente, genesi ed eclissi, il suo intento assume quasi un connotato didascalico. L’essere umano in profondità, non può che arrendersi all’evidenza insuperabile dell’eternità del tutto, anche se la realtà sensibile, le strutture mentali e culturali nelle quali ognuno di noi è immerso dalla nascita tendono a smentirne l’esistenza, mentre l’eterno è evidente sotto il profilo logico-ontologico.
MG
Quando si dice che tutto è eterno a cosa si riferisce? Io avevo capito che questa penna è eterna, sennò a che serve?
MM
Dire che questa penna è eterna è fondamentalmente cristianesimo, perché è basata sul fenomeno. Il tempo non è una dimensione oggettiva, è un a priori della mia mente, dunque l’eterno non deve essere inteso in senso cronologico. Già Spinoza osservava che la verità è eterna: o ci si è o non ci si è.  Non esiste un metodo per arrivare alla verità, perché  la verità ci è data: idea vera data. Dice un detto buddista: la sanità del corpo deriva dalla purezza della mente. Questa enfasi sull’intelletto da noi in occidente è malvista: si confonde l’intelletto con l’intellettualismo. Intelletto significa penetrare il senso particolare di una cosa. La conoscenza effettiva di una cosa la fa solo la conoscenza intellettuale.
GM
Forse la soluzione non è nell’insistere sull’asse parmenideo-severiniano dell’eternità del tutto, anche perché il senso dell’eterno come dicevo in precedenza è controintuitivo, ed è una verità di validità più ontologica appunto che esistenziale. Forse il vero percorso da seguire e da approfondire per noi ormai, dopo aver “lavorato” e affinato per anni quello appena descritto,  è nella direzione dell’altro asse, che chiamerei spinoziano-schopenhaueriano, della necessità del tutto
MM
Ma non c’e contrapposizione bensì maturazione.
LM
In questo senso la filosofia del futuro è la morte del linguaggio, perché individua l’eterno che vive nel presente.
Sessione chiusa alle 19,53.
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Sessione aperta alle 22,11.

Partecipano: MM, LM, MG, GM, ML, SM.
SC
Cartesio: non tutto è come lo descriviamo, così il dubbio diventa il punto di partenza. La banalità di Cartesio sta nel suo ritorno al cristianesimo. Dall’inizio si capisce che lui non ha dubitato niente. La sua res cogitans è preziosissima, resta un salto fra il piano teoretico e il piano pratico viene annullato solo da Spinoza. Cartesio poca fare dell’uomo l’essere più grande, ma si è ridotto ad essere uno scolastico.
MM
Spinoza dice che mente (res cogitans) e corpo (res extensa) sono diversi attributi della medesima sostanza, al contrario di quanto sostenuto da Cartesio, che le riteneva diverse sostanze, riunite nella ghiandola pineale. Nella concezione di Spinoza Dio è il nesso causale.
GM
La percezione del divenire delle cose e la presunta sensazione di libertà (esperienze fondanti e universali di ogni esistenza umana) contraddicono radicalmente la effettiva consistenza della Verità e della conoscenza: cioè l’eternità del tutto e dunque l’inesistenza di alcuna libertà. E’ questa la vera rivoluzione, quella che scardinerebbe alla radice non solo la storia del pensiero, ma le stesse strutture economico-politiche su cui si fondano oriente e occidente… Al punto che  l’accettazione di questa Verità al momento non può che configurarsi come un atto di fede, una rivelazione per iniziati, un segreto dalla portata potenzialmente devastante.
MM
Severino riconosce la grandezza di Parmenide, ma definisce costui anche come colui che ha intravisto per primo la verità e che poi l’ha tradita. L’uomo non è sostanza (qualcosa che sta sotto, che è causa sui) e dunque è un fenomeno dell’apparire dell’essere eterno.
GM
Eternità e determinismo. Dobbiamo avere il coraggio, quasi l’imprudenza di fare una dichiarazione di fede sulla assoluta assenza di libertà. Ogni effetto e ogni manifestazione non poteva che accadere se non in quella determinata forma. Ciò richiede un pronunciamento sull’accettazione della necessità. Nella convinzione che l’accettazione della necessità, a differenza di quello che chiunque tenderebbe a credere… è l’inizio della gioia. Ogni desiderio infatti, nel suo nocciolo, è una violenza imposta alle cose, un  volere che le cose siano o diventino qualcosa di diverso da quello che sono, in contrasto con l’accettazione della mancanza di libertà. Questa consapevolezza fa sì che una persona possa vedere la propria vita scorrere davanti a sé come un film, nei suoi momenti felici ed in quelli tristi, senza l’ansia procurata dal voler gestire e indirizzare il corso degli eventi. Nessun gesto, né i piccoli né i grandi, è frutto di una effettiva libertà e decisione. Questa consapevolezza è invece l’inizio di una nuova vita, quella che Nietzsche indicava dicendo che l’unico compito, il più difficile, nella vita di ognuno, coincide con il diventare se stessi (“Diventa ciò che sei”).
MG
Forse il tutto è eterno e tutto è determinato, ma se è così non ci interessa. Se tu arrivi alla consapevolezza dell’inesistenza di libertà, nella vita di tutti i giorni dovrai comunque vivere come se la tua libertà esistesse effettivamente. Vivere la vita con la consapevolezza della inesistenza della libertà è un approccio che probabilmente va contro la nostra natura umana.
GM
La mia intenzione sarebbe provare a dimostrarvi domani, spinozianamente, se mi permettete l’ardire, come la negazione del libero arbitrio non coincida con una vita immobile e fatalista, ma con un diverso modo di “attraversare” la vita stessa, più sereno e consapevole, e perciò autenticamente gioioso.
Sessione chiusa alle 23,45.

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5 dicembre 2010.
Sessione aperta alle 9,30.
Partecipano: MM, LM, MG, GM, ML, SM.
MG
Non credo che nella filosofia si possa ricercare le risposte ultime alle questioni dell’uomo. Oggi credo che le risposte ultime le possano dare altre discipline, come la fisica, la matematica.
MM
Secondo me però la filosofia deve essere intesa non come riceva di risposte ultime. La filosofia, in realtà, è la ricerca della domande corrette; l’onesta con se stessi. Il filosofo, diceva Schopenhauer, è come un lago svizzero: i suoi connotati sono calma, chiarezza, nitidezza.
GM
La filosofia è per sua natura interrogante. La domanda è la risposta. Il gesto del domandare è atto sommamente umano, il più umano di tutti. La vera filosofia è nella  domanda sistematica, nella consapevolezza che le risposte chiudono il pensiero, mentre le domande lo aprono. Chi dice che la filosofia dà risposte ne tradisce la natura profonda.
La storia è stata: in un’ottica rigidamente determinista non può insegnarci niente, perché, come dice Wittgenstein, “il mondo è tutto ciò che accade” (altrove tradotto con “il mondo è la totalità dei fatti”); questa sentenza, apparentemente innocua, se interiorizzata è l’inizio di quella rivoluzione di cui parlavo… La storia non potrà mai diventare uno strumento di valutazione della prassi. E personalmente ne ritengo, in quest’ottica, lo studio sopravvalutato (il che non significa ovviamente negarne tout court l’importanza ed il valore pedagogico nella costruzione delle biografie personali e collettive di ognuno di noi..); con Schopenhauer mi dico convinto che studiarne una porzione sia sufficiente a delinearne i caratteri archetipici, nonché le costanti di ciclicità e di universalità.
MG
La storia non è maestra di vita. Gli uomini ripetono inevitabilmente gli stessi comportamenti. Lo studio della storia aiuta a capire la natura umana e può dare qualche indicazione, ma nulla più, sugli accadimenti futuri.

GM dimostra la inesistenza del libero arbitrio

SM
Secondo Cartesio l’unica vera libertà è quella di porsi come un io. Egli distingue fra il libero arbitrio e la libertà del volere umano. La libera scelta (il libero arbitrio) è una scelta aut aut fra termini già posti. La libertà del volere assoluta è l’identità fra intelletto e volontà. Tale libertà è possibile solo a dio perché è pura azione. La scienza è esplosa dopo che la natura è stata intesa come un artefatto di dio. La praxis greca non avrebbe consentito lo sviluppo scientifico. Il creazionismo ha consentito la misurabilità del mondo e dunque lo sviluppo della scienza e della tecnica moderna.
Sessione chiusa alle 12,46.

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Incontro chiuso alle 15,03.


Pasano Republic.

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Nel ringraziare e sommamente lodare Mauro, creatore di questo spazio finalmente di (apparente) facile utilizzo (ma ciò che appare…si mostra o esiste e basta?…mumble mumble…),
apro subito un post di inclinazione a-filosofica…per ricordare a tutti che il DONO più bello di queste giornate è e sarà sempre l’esperienza umana di incontrare belle facce e belle persone…così davvero rara e preziosa di questi tempi.

Indi per cui direi di aprire una top ten, o five, o quello che vi pare, per cui ricorderemo questa edizione estiva 2009. Io metterei in pole:

  • 6 uomini e un barbecue
  • come andare in overdose di carne
  • il “Giona” biblico riletto e interpretato da Maurizio

Fatevi sotto….

Pasano, 18-19 ottobre 2008.

La Dialettica dell’illuminismo di M. Horkheimer e T.W. Adorno e la Scuola di Francoforte.

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