XI Ritiro Filosofico

RF11-Domus SeminarioSi è concluso domenica 7 settembre 2014 l’XI Ritiro Filosofico, svoltosi come di consueto al Domus Seminario di Nocera Umbra (PG). I tre giorni sono stati impegnati da un’analisi organica dell’opera centrale di Arthur Schopenhauer, Il Mondo come volontà e rappresentazione.

L’opera, suddivisa in due volumi, è stata esaminata in modo consequenziale, a partire dalla prima sessione di lavoro, grazie alla relazione di Maurizio Morini  il quale ha analizzato prima la teoria della conoscenza  che è alla base di tutta la riflessione ontologica e metafisica di Schopenhauer, poi la divisione fondamentale tra intelletto e ragione con la dottrina dell’intuizione intellettuale e infine la presentazione del “bisogno metafisico dell’uomo” che sottende un’ ontologia ben precisa e quindi una divisione chiara fra filosofia e religione, da una parte, e fra ambito scientifico ed ambito filosofico dall’altra. Il dibattito seguente alla relazione, svolto nella consueta forma di Ritiri Filosofici (ovvero non come semplice botta e risposta con il relatore, ma in forma di simposio fra tutti i partecipanti) ha permesso di sottolineare le differenze sostanziali fra la teoria della conoscenza kantiana e quella di Schopenhauer.

La seconda sessione di lavoro ha visto la relazione di Marco Segala che ha esposto principalmente i contenuti del secondo libro de Il Mondo incentrato sulla dottrina della volontà. Si è messo in evidenza, quindi, il tentativo di Schopenhauer di ritornare alla metafisica, dopo che Kant ne aveva dichiarato la sua fine. Secondo il filosofo di Danzica, la filosofia deve tornare a domandarsi non solo il “come” delle cose (che caratterizza la ricerca scientifica) ma il “che cosa”, cioè la loro essenza. In questo modo si torna alla possibilità di conoscenza della cosa in sé che Kant aveva relegato all’ambito di una pura pensabilità e non di una sua conoscibilità. Il dibattito si è poi concentrato sulla sostenibilità o meno del sistema schopenhaueriano e sulla sua solidità teoretica.

La terza sessione di lavoro, ancora coordinata ed introdotta dalla relazione di Marco Segala, si è sviluppata a partire dalla teoria estetica (terzo libro) e poi nel quadro della dottrina etica descritta nel quarto libro. Si è cercato di capire perché Schopenhauer dia così tanto spazio al come salvarci dal mondo, dopo essersi chiesto come è fatto il mondo. L’esperienza artistica ed estetica dell’uomo permette una diminuzione della morsa della volontà che, nella condizione “normale”, ci inserisce all’interno di un pendolo fra dolore e noia. Proprio per questo, nell’ultima parte del quarto libro, Schopenhauer descrive brevemente una “morale” che si basa sul riconoscimento del fatto che l’altro è, essenzialmente, uguale a me. E ciò non può che portarci ad avere un atteggiamento di carità (agape) verso gli altri, il quale costituisce l’unico fondamento della virtù.

Il fine settimana è terminato con il classico pranzo di fine ritiro ed una passeggiata all’interno del centro storico di Nocera Umbra. Al lato più prettamente filosofico si è aggiunto quello conviviale che ha consentito lo scambio di idee ed opinioni tra i partecipanti. Il ritiro si è così confermato essere non solo l’occasione per discutere di un testo filosofico e delle sue implicazioni ma anche un momento per contaminarsi con altrui esperienze, linguaggi e discipline di studio.

A breve saranno disponibili nel sito gli “Atti” del ritiro ed entro fine settembre sarà pubblicato il titolo e la data del prossimo.

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RF 11- Considerazioni:

Ho avuto occasione di incontrare Ritiri Filosofici nel febbraio 2013 al teatro di Nocera Umbra in occasione della lettura scenica del “Il pensiero di Giordano Bruno”, da quell’evento il salto a partecipare ai loro ritiri è stato immediato ed ininterrotto.
RF 9, luglio 2013, “La potenza dell’essere e le sue implicazioni metafisiche, teologiche e politiche. Lettura e commento di alcune parti dell’Etica di Spinoza”
RF 10, gennaio 2014, “Restituire il biglietto: la nudità del pensiero di fronte al male.”
RF 11, settembre 2014, “Schopenhauer: il mondo come volontà e rappresentazione.”
Per quest’ultimo evento, non ho voluto negarmi, come in precedenza, di mettere per iscritto alcune considerazioni. Per tutti i tre ritiri, la qualità e la profondità relazionale è stata e sempre sarà ai massimi livelli. Quello che vorrei evidenziare, non con il solito commento del dopo fisiologicamente legato alla manifestazione in sé con i relativi apprezzamenti e complimenti di maniera, ma una sintetica valutazione del percorso tutto in salita che Ritiri Filosofici ha fatto.
Malgrado il mio breve segmento di partecipazione, nell’ultima manifestazione ho costatato un salto qualitativo dell’evento nella sua totalità, che mi ha confermato come si stiano concretizzando le linee guida che i fondatori si erano prefissati.
Il numero dei partecipanti è aumentato, arrivando a valori soddisfacenti, ma soprattutto si è ampliata la formazione culturale degli stessi, avvocati, medici, insegnanti e la loro provenienza extra territoriale.
Questa eterogeneità non ha abbassato il “fare filosofia” anzi lo ha amplificato e verticalizzato con grande sorpresa che sinceramente non credo solo mia. Questo conferma che la linea guida riposta nell’impostazione non da lezione frontale, ma da simposio, nulla togliendo ad una importanza didattica che non dovrà mai mancare, ma se lasciata chiusa alla semplice domanda-risposta non avrebbe permesso quel balzo in avanti che ha contraddistinto quest’ultimo ritiro.
Il sentiero mi sembra individuato, si tratta di perseverare, non meno importante è la conferma, sempre più credibile di Nocera Umbra come sito geografico dove si fa filosofia.

Italo

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