VII Ritiro Filosofico (RF7).

Si è appena concluso il VII incontro di RF. Di seguito, lo Storify, foto, eccetera. Al più presto, relazione ed ulteriore materiale.

Qui lo Storify. Retweet, please.

Ed ora qualche foto. Non tutte, però.

P.S.: scorrete, non siate pigri, ché in fondo trovate i commenti.

L’alba della filosofia …

 

 

Preparazione alla discussione

Dopo la discussione

 

4 Comments

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Sulla necessità della segretezza nelle società democratiche.
Il nostro ritiro filosofico è coinciso con la riunione dei grandi miliardari americani nell’Idaho a cui ha partecipato il nostro premier. Curiosa coincidenza: quelli che contano si riuniscono come noi, che non contiamo nulla, in modo quasi segreto ed appartato, per discutere i problemi essenziali della politica e dello Stato. Il nostro cuoco, che anche tra i fornelli (o proprio per questo?..) rimane un grande ed acuto osservatore, ha commentato con una brevissima frase: «Siete come quei massoni». Ha ragione. Nel senso cioè che, seppur non lo siamo, sentiamo la necessità di agire come se lo fossimo. Spinoza stesso era in fondo un massone: il simbolo che lo contraddistingueva era una rosa con scritto caute, chiaro emblema della massoneria. Il più radicale dei democratici un massone. Nel seicento non era una contraddizione. Ma non lo sarebbe nemmeno oggi. Per sua natura, la democrazia ha necessità non solo dello “spazio pubblico”, oggi divenuto luogo del conflitto irriducibile tra passione e ragione, tra istinto e riflessione, ma anche di uno spazio “privato” nel quale gli uomini razionali si riuniscono per pensare ed agire.

    Carissimo, è mia convinta opinione che la razionalità può germinare, dialogare, svilupparsi solo in uno spazio privato e poco affollato. La democrazia è consenso, il consenso è numero, il numero è irrazionalità…..

      Giusto. Riguardo alla seconda parte del tuo commento (debitore inconscio del pensiero di Hobbes e Locke, cioè del liberalismo affermatosi in occidente) ricorda però che, per Spinoza (e per me), democrazia è potenza, potenza è perfezione, perfezione è ragione…

        A primo impatto il commento di Gianluca può sembrare interessante, e calzante davanti ad alcune situazioni che oggi più che mai sembrano evolversi sul piano sociale e politico.
        Di sicuro quello che Maurizio constata (ovvero il fatto che il liberalismo affermatosi in occidente, a partire dall’affermazione di Gianluca) fa pensare.
        E mi fa pensare ad una cosa, in particolare: se a partire da quell’assunto, si discende alle idee liberale e liberista, e alla loro applicazione, non sarà che la crisi di queste idee, il loro essere contraddittorie internamente (perché questa è – a mio avviso – una lettura della crisi che stiamo vivendo), ci mette in luce anche l’erroneità dell’assunto?
        Non sarà che l’assunto è una fallacia?
        Ovvero un prodotto dell’idea che la massa è irrazionalità? O meglio il prodotto dell’idea di massa.
        Così: la butto là!

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